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LASER ENDOVENA

La tecnologia tedesca rapida ed efficace, utile per il trattamento delle malattie cardiovascolari e il diabete. Il laser endovena a bassa potenza è un dispositivo medico laser di classe 3B, utilizzato in tutto il mondo. L’ incontro tra la luce laser e il sangue genera una serie di reazioni fotochimiche, che generano effetti benefici in ambito cardiovascolare e metabolico (diabete).

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CHE COS’E’ IL LASER ENDOVENA

Il laser endovena a bassa potenza è un dispositivo medico laser di classe 3B, utilizzato in tutto il mondo. Sviluppata in Germania e Russia più di venti anni fa, questa terapia utilizza l’energia luminosa dei laser (rosso, verde, blu, giallo) che viene veicolata direttamente nel flusso sanguigno tramite una fibra ottica.

COSTO DELLA VISITA: €100

MECCANISMO DI AZIONE DEL LASER-ENDOVENA

Per far comprendere in maniera semplice il meccanismo d’azione del trattamento Laser Endovena a bassa potenza si può ricorrere a un paragone: quello tra emoglobina e clorofilla. Entrambe le molecole hanno un gruppo eme, identico nella struttura chimica, come si può vedere dall’immagine, con l’unica differenza di avere al centro della molecola un atomo diverso: ferro per l’emoglobina e magnesio per la clorofilla.

La caratteristica in comune tra l’ emoglobina e la clorofilla è la proprietà di essere sensibili alla luce, ovvero la fotosensibilità.

Oltre ad avere una struttura chimica simile possiedono anche un’altra caratteristica in comune: la proprietà di essere sensibili alla luce, ovvero la fotosensibilità. Sappiamo tutti che la clorofilla cattura la luce solare e che questo fenomeno è alla base della fotosintesi; tuttavia solo pochi sanno che anche l’emoglobina viene attivata quando è esposta a precise lunghezze d’onda. Con l’attivazione dell’emoglobina si producono particolari effetti, tra i quali il miglioramento della capacità di trasportare l’ossigeno. Proprio per questo la metodica risulta estremamente efficace nelle malattie polmonari, nei deficit della circolazione e della microcircolazione del sangue. Oltre all’emoglobina anche altre molecole possono essere “attivate” dalla luce: gli enzimi AMP kinasi, la cicloossigenasi e il citocromo p450 – quest’ultimo così chiamato perché fotosensibile alla lunghezza d’onda di 450 nm; quindi, avendo il medico a disposizione molteplici lunghezze d’onda laser (rosso, verde, blu, infrarosso, giallo, ecc…) può agire a livello di processi e metabolismi cellulari per ottenere specifiche risposte da parte dell’organismo.

Il laser endovena è una flebo di “luce laser”, che non prevede l’utilizzo di farmaci o altre sostanze chimiche, ma soltanto specifiche lunghezze d’onda di luce. All’interno dell’organismo la luce reagisce con le molecole fotosensibili, scatenando così specifiche reazioni “fotochimiche” che riducono i radicali liberi e normalizzano la disfunzione endoteliale – i due meccanismi alla base delle problematiche cardio-circolatorie, dell’ipertensione e del diabete mellito. Il risultato è un miglior flusso di sangue, con un abbassamento delle resistenze periferiche, un miglioramento del trasporto di ossigeno e un miglioramento delle funzioni dell’endotelio (membrana interna delle arterie).

Laser endovena: campi di applicazione

La tecnica del laser endovena a bassa potenza viene utilizzata per curare le malattie cardiovascolari, metaboliche (diabete) e polmonari. Molte ricerche scientifiche internazionali che ne descrivono l’efficacia sono pubblicate sul database PUBMED del National Institutes of Health Americano. clicca qui per visualizzare gli studi pubblicati su PUBMED.

Gli ambiti di applicazione della laser terapia endovena a bassa potenza sono:

 

DI SEGUITO, A TITOLO ESEMPLIFICATIVO, UNA OCT DI UNA PAZIENTE DI 54 ANNI CON RETINOPATIA DIABETICA PRIMA E DOPO IL TRATTAMENTO CON UN CICLO DI 10 SEDUTE DI LASER ENDOVENA.

COME SI SVOLGE IL TRATTAMENTO

La terapia ha una durata di circa 20-30 minuti e viene effettuata tramite l’inserimento in vena di un ago cannula e di una fibra ottica monouso, che viene poi collegata al dispositivo laser. La fibra ottica viene inserita all’interno del vaso sanguigno per pochi millimetri e permette di veicolare la luce “laser” all’interno della vena. In questo modo tutto il sangue che passa in quella vena viene investito dal flusso di luce laser, generando effetti fotochimici e terapeutici.

BASATO SU STUDI SCIENTIFICI

Alcune ricerche scientifiche internazionali ne descrivono l’efficacia principalmente nel settore cardiovascolare e polmonare e sono pubblicate sul database PUBMED del National Institutes of Health Americano.

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